
Mario Macaluso raccoglie voci, storie, ombre e luce, e le trasforma in pagine che non smettono di raccontare anche quando finiscono. È nato a Polizzi Generosa, vive a Cefalù, ma ha imparato presto che il vero luogo di appartenenza è la parola. Giornalista, docente, laureato in Filosofia e con studi in Teologia, ha fatto della scrittura la sua seconda pelle. Non per ambizione, ma per necessità. Perché c’erano storie da salvare, e lui sapeva come ascoltarle.
Ha fondato Cefalunews, un giornale telematico diventato voce autorevole nel panorama dell’informazione siciliana. Presiede l’Associazione Siciliana Musica per l’Uomo, dove la cultura è intesa come strumento di elevazione e giustizia, e il Festival del Cinema di Cefalù, che ha trasformato una città di pietra in uno schermo vivo di storie da tutto il mondo.
Le sue opere — tra cui Cefalù in 20 parole, Viaggio a Cefalù, Dietro la quarta parete, Cefalù città della musica, Il segreto della quinta voce e Cefalù: 133 storie di amore per la città — tracciano un filo invisibile tra memoria e speranza. Non raccontano solo il passato. Lo accompagnano, lo interrogano, lo trasformano.
Con Il Segreto del Re, Mario Macaluso firma una delle sue opere più intense: un romanzo che unisce la pietra alla leggenda, la fede al silenzio, il tempo alla custodia. Come accade nei suoi scritti, anche qui non importa solo ciò che viene detto, ma ciò che resta quando le parole finiscono. Una voce che non urla. Ma veglia.
Mario
Mario Macaluso. Filosofo, giornalista e docente. La sua passione per il cinema inizia durante gli anni universitari quando si avvicina a Gilles Deleuze e alla sua tesi sui registi e sui grandi autori cinematografici visti come filosofi che fanno conoscere il proprio pensiero attraverso immagini-movimento e immagini-tempo. Segue le idee di Gilles Deleuze secondo cui il regista cinematografico è un filosofo che pensa per immagini. Dopo la laurea si dedica ad approfondire la filosofia della comunicazione ed in particolare le teorie filosofiche sul senso, la comunicazione, la significazione e i linguaggi. Si avvicina al pensiero di Ludwig Wittgenstein e pubblica alcuni articoli sul linguaggio.
I suoi studi sulla comunicazione lo portano alla filosofia del cinema e approfondisce il film come forma d’arte in continua evoluzione tecnologica. Entra a far parte del Circolo filosofico del Cinema e si occupa dei meccanismi che influenzano i sentimenti degli spettatori. A metà degli anni ’90, dopo l’uscita del saggio «Cattiva maestra televisione» del filosofo austriaco Karl Popper, porta avanti alcune iniziative contro la violenza in televisione. Fra queste organizza una protesta in tutta Italia che da Bolzano a Pantelleria spinge tutti gli italiani a inviare una cartolina all’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro contro la violenza in televisione. Scrive diversi articoli sul cinema, per riviste specialistiche, e dimostra che questa nuova arte dell’immagine in movimento è a tutti gli effetti una vera e propria attività filosofica che modella il nostro pensiero. Approfondisce le ideologie semiotiche e studia come si trasformano dalla scrittura al digitale attraverso l’influsso delle tecnologie della comunicazione.
Agli inizi del nuovo secolo prende in esame le riflessioni sull’arte cinematografica avanzate dal filosofo francese Jean-Luc Nancy e studia la questione ontologica dell’immagine. Nel 2002 fonda il sito cinemaitaliaonline.it che diventa laboratorio di ricerca e di confronto sul cinema italiano e internazionale. Vi si pubblica il primo dizionario italiano on line del cinema italiano. Attorno al sito, negli anni, nasce e cresce il circolo del cinema e della filosofia. All’interno del sito nasce l’archivio del cinema italiano.
Nel 2015 fonda il «Cefalù film festival» ed entra in contatto con i grandi festival del cinema di tutto il mondo. Conosce alcuni dei più grandi critici cinematografici e con un gruppo di registi emergenti costituisce il “Laboratorio del cinema italiano” per portare avanti esperimenti sull’arte cinematografica del futuro. Per questo studia le piattaforme di film streaming e porta avanti iniziative on line per far conoscere i giovani registi emergenti italiani.
Nel 2020 fonda il «Festival del cinema di Cefalù». Costituisce una giuria tecnica del Festival formata da oltre cinquecento persone sparse in tutto il mondo. Fra i giurati giornalisti, artisti, attori, ballerini, cantanti, comici, docenti, editori, film-maker, interpreti, musicisti, presentatori, registi, scrittori e critici cinematografici. La giuria diventa occasione di incontro fra esperti cinematografici di tutto il mondo. Si organizzano seminari di studio per affrondire le tematiche più attuali del cinema e i cambiamenti che si vivono con la nuova cultura del digitale. Fonda la prima Sala cinematografica virtuale per proiettare in Streaming i film del Festival e per la serata di esordio dell’8 agosto 2021 quattromila persone di tutto il mondo assistono ai grandi documentari proposti dal Festival.
Per far conoscere in tutto il mondo i più bravi registi che partecipano al «Festival del cinema di Cefalù» nel 2022 fonda e pubblica l’Annuario del festival. Vi si trovano le notizie sulla manifestazione ma in particolare vi si raccolgono le biografie di 732 registi che partecipano all’evento da ogni parte del mondo. L’Annuario si diffonde in tutte le Nazioni e finisce anche tra le mani dei più importanti produttori cinematografici che chiedono di integrare le biografie con la sinossi del film selezionati dalla Giuria. L’anno dopo, è il 2023, la nuova edizione dell’Annuario, in 410 pagine, raccoglie 1.190 biografie di registi di tutto il mondo con la sinnosi del film selezionato dalla Giuria.
Da sempre attento a portare nella scuola i cambiamenti culturali, da qualche tempo è impegnato per introdurvi il linguaggio cinematografico e audiovisivo. Per questo con il Festival del cinema di Cefalù ha ideato il premio “Ciak Scuola”. Intende favorire fra gli studenti la realizzazione di un video quale frutto di un progetto cinematografico scolastico. L’obiettivo è la promozione del valore educativo del cinema per portare fra i giovani la dimensione narrativa del linguaggio cinematografico.


