Alessandra Carnevali: i 5 indizi di un mistero da risolvere nel romanzo Indagine a tre
C'è un momento, in ogni serie gialla che dura da anni, in cui l'autore decide di spostare il protagonista fuori dal suo territorio. Alessandra Carnevali lo fa con Indagine a tre, il decimo romanzo dedicato alla commissaria Adalgisa Calligaris, uscito per Newton Compton il 16 ottobre 2026. Questa volta la poliziotta più testarda dell'Umbria immaginaria di Rivorosso non è al suo posto quando il delitto accade: è a Parigi, lontana da tutto, decisa a prendersi un anno sabbatico dopo che il marito Gualtiero Fontanella si è allontanato da lei all'improvviso. Ma il crimine, nei gialli come nella vita, non aspetta che si torni dalle vacanze.
La saga era cominciata nel 2016 con Uno strano caso per il commissario Calligaris, il romanzo con cui l'autrice orvietana aveva vinto il premio #ilmioesordio, ed è proseguita con titoli come Il giallo di Villa Ravelli, Il giallo di Palazzo Corsetti, Delitto in alto mare, Lo strano caso del maestro di violino e, nel 2025, La misteriosa scomparsa di Fontanella. Proprio da quella scomparsa riparte la storia. E proprio da quella distanza nasce la formula del titolo: un'indagine condotta su due fronti e da tre persone, tra l'Italia e la Francia. Per capire come funziona il meccanismo conviene seguire, uno dopo l'altro, i cinque indizi che la trama mette sul tavolo del lettore.
Il corpo nella Villa Ciclamino
Il primo indizio è il più evidente e, come spesso accade, il più ingannevole. A Rivorosso, nella Villa Ciclamino, viene trovato il corpo di Pierre Chatillon Labule, impiccato. Una morte così, nella tradizione del giallo classico, porta subito con sé la domanda fondamentale: gesto volontario o messinscena? Le circostanze vengono definite sospette fin dall'inizio, e il lettore capisce che la scena del ritrovamento non racconta tutta la verità. Carnevali gioca con un'immagine forte e quasi teatrale, quella di una villa elegante che diventa il luogo di una morte violenta, e la usa come porta d'ingresso in un mondo che la provincia umbra conosce solo da lontano. È il punto da cui parte tutto, ma non è il punto in cui tutto si spiega.
Una famiglia di champagne, politica e beneficenza
Il secondo indizio riguarda la vittima e il suo nome. Pierre è l'erede di una ricca e potente famiglia francese che produce champagne e che è impegnata nel sociale e in politica. È un dettaglio che cambia la natura dell'indagine. Quando a morire è il rampollo di una dinastia così esposta, ogni pista può diventare una questione d'onore, di denaro o di reputazione pubblica. Le famiglie potenti, nei romanzi come Carnevali li costruisce, sono luoghi in cui i segreti si accumulano per generazioni e in cui l'apparenza conta quanto la sostanza. Il fatto che il caso finisca sui giornali parigini dice molto del peso di questo cognome: la morte di Pierre non è un fatto di cronaca locale, è una notizia che attraversa le Alpi e raggiunge Adalgisa proprio dove pensava di essere al riparo.
Testimoni reticenti e identità ambigue a Rivorosso
Il terzo indizio è affidato alla squadra rimasta in Italia. Durante l'assenza della commissaria, a Rivorosso indagano l'ispettore Corvo e Paris Picchio, e il loro lavoro si scontra con un muro fatto di segreti, identità ambigue e testimoni che preferiscono non parlare. È qui che il romanzo mostra il suo lato più corale. I lettori della serie conoscono bene il piccolo mondo che ruota intorno al commissariato, con le sue manie e le sue schermaglie, e questa volta quel mondo deve cavarsela senza la sua guida. La reticenza dei testimoni diventa così un indizio in negativo: ciò che non viene detto pesa quanto ciò che viene raccontato, e ogni silenzio suggerisce che qualcuno, intorno alla Villa Ciclamino, sa più di quanto ammetta.
Pigalle, la Boulangerie Rouge e la pista parigina
Il quarto indizio porta il lettore a Parigi, e qui Carnevali si concede il registro che ha reso popolare la sua serie, quello di un giallo leggero che non rinuncia all'ironia. Adalgisa, in cerca di tranquillità, finisce per abitare in un condominio di spogliarelliste e ballerine a Pigalle, a due passi dal Moulin Rouge. Conosce Claude Martineau, il proprietario della Boulangerie Rouge, e si muove in una città dove, come promette la trama, nulla è come appare. La commissaria non ha distintivo né autorità in Francia, ma ha il fiuto di sempre, e la sua indagine parallela diventa il secondo binario del romanzo. Il contrasto tra la quiete di Rivorosso e le luci del quartiere parigino non è solo pittoresco: serve a mostrare che il delitto ha radici anche lontano dal luogo in cui è stato scoperto.
Jet privati, festini clandestini e bugie di famiglia
Il quinto indizio è quello che lega tutti gli altri. Jet privati, feste clandestine, menzogne familiari: sono gli elementi che, a poco a poco, fanno intrecciare i fili delle due indagini fino a rivelare, come annuncia la presentazione del libro, un'unica verità pericolosa. Il titolo trova qui il suo senso più pieno. L'indagine è a tre perché tre sono le prospettive che convergono, quella di Corvo, quella di Paris Picchio e quella di Adalgisa, e perché solo mettendo insieme ciò che ciascuno vede si arriva al quadro completo. Senza svelare nulla della soluzione, si può dire che il romanzo costruisce il mistero sulla distanza: tra due Paesi, tra due città, tra la vita privata della commissaria e il suo mestiere.
Il fascino di Indagine a tre sta anche nella sua protagonista, che arriva al decimo episodio più fragile e più umana di quanto i lettori l'abbiano mai vista. Adalgisa scappa da un dolore privato, l'allontanamento del marito, e il delitto la riporta suo malgrado a ciò che sa fare meglio. È un movimento che rende il personaggio credibile e che dà alla serie un nuovo respiro, proprio quando molte saghe rischiano di ripetersi. Alessandra Carnevali, nata a Orvieto, laureata in Lingue e con un passato da autrice di testi e da blogger accreditata al Festival di Sanremo, conosce bene i tempi del racconto popolare e li usa con mestiere. Il risultato è un giallo che si legge per scoprire il colpevole, ma anche per vedere che cosa succede a una donna quando prova a fuggire da sé stessa e il proprio lavoro la richiama indietro. Per chi segue la commissaria fin dal primo caso, è un capitolo che cambia le carte in tavola. Per chi non l'ha mai incontrata, è un buon punto da cui cominciare, con una valigia in mano e una vista sui tetti di Parigi.