L'assistente personale che sa cosa vuoi prima di te: comodità estrema o dipendenza psicologica?
Un assistente personale artificiale che conosce agenda, preferenze, spostamenti, acquisti e abitudini potrebbe anticipare molti bisogni prima ancora che li esprimiamo. Prenotare, ricordare, suggerire, organizzare e filtrare informazioni diventerebbe quasi invisibile.
È una promessa di enorme comodità. Ma proprio perché funziona bene, può creare una nuova forma di dipendenza.
Per anticiparci deve conoscerci
Un sistema predittivo migliora quanto più raccoglie informazioni sul nostro comportamento. Per sapere che cosa potremmo desiderare deve osservare ciò che abbiamo scelto in passato.
Dal suggerimento alla delega
All'inizio chiediamo al sistema di consigliarci un ristorante. Poi gli permettiamo di prenotare. In seguito potrebbe scegliere automaticamente l'orario migliore, tenendo conto delle nostre abitudini.
Quando non scegliere diventa normale
Delegare non è necessariamente negativo. Utilizziamo da sempre strumenti per semplificare la vita. Il problema nasce quando perdiamo la capacità o la volontà di decidere senza il sistema.
Cosa sappiamo davvero
Gli assistenti personali basati su IA sono in rapida evoluzione, ma non esistono ancora dati solidi sugli effetti psicologici di lungo periodo di sistemi capaci di anticipare in modo pervasivo le decisioni quotidiane.
La libertà di non essere aiutati
Forse una delle garanzie più importanti del futuro sarà poter disattivare facilmente l'assistenza automatica. Un buon sistema dovrebbe ampliare la nostra autonomia, non farci dimenticare di averne una.