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Aurora Tamigio: i 5 legami femminili che cambiano il significato della famiglia nel romanzo Otto ragazze

Mario Macaluso 24.10.2026 6 min di lettura
Aurora Tamigio: i 5 legami femminili che cambiano il significato della famiglia nel romanzo Otto ragazze
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C'è una casa al centro del nuovo romanzo di Aurora Tamigio, e non è una casa qualsiasi. Si chiama Villa Debora, è una villetta Liberty un po' sfiorita nel cuore di Milano, rimasta vuota per anni, e a un certo punto qualcuno decide che può tornare a vivere. Otto ragazze, pubblicato da Feltrinelli nella collana I Narratori e arrivato in libreria il 6 ottobre 2026, è il libro con cui la scrittrice torna al romanzo dopo il successo di Il cognome delle donne, vincitore del Premio Bancarella nel 2024. Là c'era una saga familiare costruita lungo le generazioni femminili di una stessa stirpe; qui lo sguardo si sposta su un'altra domanda, forse ancora più attuale: che cosa succede quando la famiglia non è più soltanto quella in cui si nasce, ma anche quella che si sceglie.

L'idea da cui parte la storia è di Sara, che vuole trasformare la villa in un esperimento di co-residenza riservato alle donne. Con lei c'è la figlia Argenta, quattordici anni, timida e stravagante. Mentre la casa viene ripulita, arrivano le prime ospiti: donne sole, o in difficoltà, che accettano di condividere spazi, lavoro e giornate. Si coltiva l'orto, si cucina insieme, ci si sostiene. Poi l'equilibrio comincia a vacillare, ed è proprio lì che il romanzo trova la sua forza. Sono almeno cinque i legami che, pagina dopo pagina, cambiano il significato della parola famiglia.

Argenta e Sara, una figlia dentro il sogno della madre

Il primo legame è quello più antico e più complicato, il rapporto tra una madre e una figlia. Sara è l'ideatrice del progetto, la donna che immagina la villa come un luogo nuovo e che ne scrive le regole. Argenta, invece, quel sogno lo subisce prima ancora di poterlo scegliere. Ha quattordici anni, l'età in cui si comincia a guardare i genitori con occhi diversi, e si ritrova a vivere dentro l'utopia di un'altra persona. Tamigio racconta bene questa frizione: l'amore non è in discussione, ma lo è il diritto di una ragazza a non essere soltanto la figlia di una madre con una missione. Quando la casa comincia a scricchiolare, Argenta inizia a mettere in discussione le regole di Sara, ed è come se mettesse in discussione l'intera idea di famiglia su cui è cresciuta.

Adele e Valeria, la fuga come atto d'amore

Il secondo legame arriva con un'altra coppia madre-figlia. Valeria è una delle ospiti della villa e scappa da un marito violento; con lei c'è Adele, coetanea di Argenta, rumorosa e schietta fino alla brutalità. In questo caso la famiglia d'origine non è un rifugio ma un pericolo da cui allontanarsi, e la casa di Sara diventa una possibilità concreta di ricominciare. Il romanzo tocca la violenza domestica senza farne uno spettacolo: la mostra attraverso le sue conseguenze, nella diffidenza, nella durezza, nel bisogno di proteggersi. Anche Adele, come Argenta, finisce per interrogarsi sul rapporto con la propria madre, e il confronto tra le due coppie dice molto su quanto possano essere diverse le strade che portano una figlia a guardare chi l'ha cresciuta.

Argenta e Adele, un'amicizia nata dall'insofferenza

Il terzo legame è forse il cuore emotivo del libro. Argenta e Adele non potrebbero essere più lontane: una chiusa e stravagante, l'altra diretta, a tratti brusca. All'inizio si sopportano a fatica, e la convivenza forzata non aiuta. Poi, lentamente, l'insofferenza lascia spazio a un'amicizia. È un passaggio che chiunque abbia attraversato l'adolescenza riconosce, quel momento in cui la persona che ti irrita di più diventa quella a cui confidi tutto. Tamigio lo racconta senza scorciatoie, e lo usa per dire una cosa precisa: tra due ragazze che crescono nella stessa casa può nascere qualcosa che somiglia moltissimo a una sorellanza, anche se nessun legame di sangue le unisce. È la famiglia scelta nella sua forma più giovane e più fragile.

Le ospiti, una comunità che si costruisce ogni giorno

Il quarto legame è collettivo. Le donne che arrivano a Villa Debora non hanno in comune una storia, ma un bisogno. Lavorano, coltivano l'orto, cucinano insieme, si danno una mano. Sono gesti piccoli e quotidiani, e proprio per questo pesano: è nella ripetizione delle giornate che una comunità prende forma. Il romanzo mette in scena le relazioni tra donne di età diverse, con esperienze e ferite diverse, e mostra come la solidarietà possa diventare una forma di parentela. Ma non c'è ingenuità in questo ritratto. Quando l'equilibrio comincia a incrinarsi, emergono le crepe di ogni utopia: le regole che a qualcuna stanno strette, le aspettative che non coincidono, le tensioni che la vita in comune inevitabilmente produce. È qui che il libro evita la tentazione dell'idillio e diventa più vero.

Villa Debora, la casa che custodisce i segreti

Il quinto legame è il più originale, perché riguarda un luogo. Villa Debora non è solo lo sfondo della storia: è una presenza che osserva, protegge e custodisce i segreti di chi la abita, e che racconta le vicende con uno sguardo partecipe. Questa scelta narrativa cambia la prospettiva del lettore. Le donne passano, la casa resta; le loro storie si depositano nelle stanze come strati di memoria. Una villetta abbandonata che torna a riempirsi di voci diventa così il simbolo di ciò che il romanzo vuole dire: anche le case, come le famiglie, possono rinascere quando qualcuno decide di prendersene cura. Il legame tra le persone e lo spazio che condividono è, in fondo, il primo mattone di ogni appartenenza.

Otto ragazze è un romanzo di 256 pagine che si legge con la leggerezza di una storia corale e lascia addosso domande serie. Che cosa tiene insieme una famiglia, se non il sangue? Quanto può reggere un sogno condiviso quando le persone che lo abitano cambiano? E che cosa devono le figlie alle madri, quando le madri hanno scelto per loro? Aurora Tamigio non offre risposte definitive, e fa bene. Preferisce mostrare le nuove forme di parentela nel momento in cui si formano, con le loro promesse e le loro crepe. È questa la ragione per cui Otto ragazze merita di essere letto: perché parla di una realtà che molte persone già vivono, famiglie fatte di amiche, coinquiline, madri sole, figlie che crescono insieme, e lo fa con la cura di chi sa che dentro ogni casa c'è sempre un intero mondo da raccontare.

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