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Gustave Flaubert: i 5 sogni infranti di Madame Bovary che raccontano la ribellione di una donna contro la mediocrità

Mario Macaluso 22.10.2026 6 min di lettura
Gustave Flaubert: i 5 sogni infranti di Madame Bovary che raccontano la ribellione di una donna contro la mediocrità
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Quando nell'autunno del 1856 la Revue de Paris cominciò a pubblicare a puntate Madame Bovary, Gustave Flaubert aveva passato quasi cinque anni a limare ogni frase nella sua casa di Croisset, vicino a Rouen. Pochi mesi dopo, all'inizio del 1857, l'autore finiva davanti al tribunale correzionale di Parigi con l'accusa di oltraggio alla morale pubblica e religiosa. Il pubblico ministero Ernest Pinard vedeva nel romanzo un elogio dell'adulterio; l'avvocato Jules Senard ne difese invece la forza morale. Il 7 febbraio arrivò l'assoluzione, e in aprile il libro uscì in volume diventando un caso letterario.

Al centro di tutto c'è Emma Rouault, figlia di un agricoltore normanno, che sposa il medico di campagna Charles Bovary credendo di entrare finalmente nella vita vera. Scopre invece una provincia fatta di giornate tutte uguali, conversazioni vuote e ambizioni piccole. Flaubert la racconta con una freddezza quasi chirurgica, senza assolverla e senza condannarla, ed è proprio questa distanza a renderla così moderna.

La storia di Emma è la storia di una serie di sogni che si spezzano uno dopo l'altro. Ognuno di essi è un tentativo di fuggire dalla mediocrità che la circonda, e ognuno finisce per riportarla, più ferita di prima, al punto di partenza.

1. Il sogno dell'amore dei romanzi

Tutto comincia nel convento delle Orsoline a Rouen, dove Emma viene educata da ragazza. Lì, tra le preghiere e le lezioni di ricamo, divora di nascosto romanzi sentimentali, legge Paul et Virginie, si appassiona alle atmosfere storiche di Walter Scott, immagina castelli, cavalieri, notti al chiaro di luna e passioni travolgenti. Si forma così un'idea dell'amore che nessun uomo reale potrà mai soddisfare.

Quando sposa Charles, aspetta di provare quella felicità di cui parlavano i libri. Non arriva. Il marito è buono, devoto, ma la sua conversazione è piatta come un marciapiede, scrive Flaubert, e le idee di tutti vi sfilano nel loro abito comune. La prima delusione di Emma è anche la più profonda: la vita non somiglia alla letteratura. Da qui nascerà quel concetto che il filosofo Jules de Gaultier, alla fine dell'Ottocento, chiamerà bovarismo, cioè la tendenza a concepirsi diversi da ciò che si è.

2. Il sogno del lusso e dell'aristocrazia

Un giorno i Bovary vengono invitati a un ballo nel castello della Vaubyessard, dal marchese d'Andervilliers. Per Emma è una rivelazione. Le sale illuminate, gli abiti di seta, i nobili che danzano il valzer, perfino il sorbetto al maraschino le sembrano frammenti di un mondo superiore a cui sente di appartenere per natura.

Il ritorno a Tostes è brutale. Emma conserva come una reliquia un portasigari trovato per strada, compra una pianta di Parigi e passeggia con il dito tra le vie della capitale, si abbona a riviste di moda. Il ballo diventa una ferita che non si rimargina: aver visto da vicino un'altra vita rende quella quotidiana insopportabile. La noia si trasforma in malattia, al punto che Charles decide di trasferirsi a Yonville-l'Abbaye sperando che il cambiamento d'aria la guarisca.

3. Il sogno di un marito straordinario

A Yonville Emma prova ancora a credere nel matrimonio. Quando nasce la figlia Berthe aveva sperato in un maschio, perché un uomo, almeno, è libero di attraversare le passioni e i paesi, mentre una donna è continuamente ostacolata. È una delle pagine in cui la ribellione di Emma si mostra con più chiarezza.

L'occasione per riscattare il marito sembra arrivare con Hippolyte, il garzone della locanda che ha un piede equino. Il farmacista Homais, sempre affamato di progresso e di pubblicità, convince Charles a operarlo con un metodo nuovo. Emma si entusiasma: immagina la fama, la gloria, un uomo finalmente degno di lei. L'intervento fallisce, la gamba va in cancrena e deve essere amputata da un chirurgo arrivato da fuori. Da quel momento il disprezzo di Emma per Charles diventa definitivo.

4. Il sogno della fuga con Rodolphe

Rodolphe Boulanger è un proprietario terriero esperto di donne, e capisce subito con chi ha a che fare. La seduce durante i comizi agricoli, in una scena celebre in cui le sue frasi d'amore si intrecciano con i discorsi ufficiali e con l'annuncio dei premi per il bestiame. Flaubert mette così a nudo il linguaggio della passione, riducendolo allo stesso livello della retorica di provincia.

Emma si abbandona alla relazione con un'intensità che spaventa l'amante. Gli chiede di fuggire insieme, lontano, con la bambina, e progetta il viaggio nei dettagli. Rodolphe accetta, ma alla vigilia della partenza le scrive una lettera d'addio e gliela fa recapitare in un cestino di albicocche. Emma crolla, si ammala gravemente per settimane. Il sogno di una vita nuova si rivela per quello che era nella testa di lui: un'avventura da chiudere senza troppi fastidi.

5. Il sogno di Léon e della libertà

Il giovane praticante notaio Léon Dupuis era stato, a Yonville, l'amore mancato di Emma, quello mai consumato. Lo ritrova a Rouen dopo una rappresentazione di Lucia di Lammermoor e questa volta la storia comincia davvero, a partire da una lunga corsa in carrozza con le tendine abbassate. Con il pretesto di lezioni di pianoforte Emma va ogni settimana in città, dove vive con Léon una specie di seconda esistenza clandestina.

Ma anche questo amore si consuma presto nella ripetizione. Emma ritrova nell'adulterio tutte le piattezze del matrimonio, mentre intanto il mercante Lheureux la stringe in una rete di cambiali e debiti sempre più pesanti. Quando arriva il pignoramento, nessuno degli uomini a cui chiede aiuto la salva. Emma ingoia l'arsenico preso nella farmacia di Homais e muore tra sofferenze terribili. Charles si spegne poco dopo, la piccola Berthe finisce a lavorare in una filanda.

Il romanzo si chiude con un dettaglio feroce: Homais, il campione della mediocrità soddisfatta di sé, riceve la Legion d'onore. È lui il vero vincitore della storia, l'uomo che non ha mai sognato nulla e per questo non ha mai perso nulla. Ed è in questo contrasto che la figura di Emma, con tutti i suoi errori e le sue illusioni, conserva ancora oggi una grandezza inquieta. Ha rifiutato di accontentarsi, ha preteso dalla vita più di quanto la vita fosse disposta a darle, e ha pagato questo rifiuto fino in fondo.

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