Ian Rankin: i 3 delitti del suo ultimo romanzo che trascinano John Rebus nell'incubo del carcere
Per quasi quarant'anni John Rebus ha camminato per le strade di Edimburgo con un distintivo in tasca e una regola tutta sua: certi criminali si battono solo con metodi da criminale. Adesso quella regola gli ha presentato il conto. In Mezzanotte e il blu, il venticinquesimo romanzo della serie che Ian Rankin ha cominciato nel 1987, l'ex ispettore si trova dall'altra parte delle sbarre, detenuto nel carcere della sua città, senza autorità, senza protezione ufficiale e con un corpo che a quasi settant'anni comincia a tradirlo.
Il libro è arrivato in libreria il 6 ottobre 2026 per Rizzoli, nella collana Nero Rizzoli: 384 pagine che riprendono la storia esattamente dove l'aveva lasciata Città di lacrime, uscito in Italia nel 2024. Nel Regno Unito il romanzo, intitolato Midnight and Blue, era stato pubblicato da Orion nell'ottobre 2024. Ai lettori italiani sono serviti due anni per scoprire come se la cava Rebus in una cella.
Il carcere, del resto, è il luogo perfetto per mettere alla prova un personaggio che ha sempre vissuto ai margini delle regole. Rankin costruisce il romanzo attorno a tre delitti che si richiamano a vicenda: quello per cui Rebus è stato condannato, quello che avviene a pochi metri dalla sua branda e quello che, fuori, lega il destino di una ragazzina scomparsa ai corridoi della prigione.
1. Il delitto che ha portato Rebus in cella
Tutto comincia da un'intimidazione finita male. Nel tentativo di spaventare Morris Gerald Cafferty, il boss che per decenni è stato la sua nemesi e insieme il suo strano interlocutore, Rebus ne ha provocato l'infarto fatale. Per la giustizia scozzese quel gesto è un tentato omicidio, e la pena si rivela più lunga di quanto lui stesso si aspettasse. Rebus contesta la ricostruzione e ha presentato appello, ma i tempi si allungano e lui non nasconde la propria insofferenza.
Quando il romanzo si apre sono passati sei mesi. Rebus ha trascorso il primo periodo nell'unità di isolamento, poi è stato trasferito nella sezione Trinity, dove ha una cella singola e lavora nella biblioteca. Il direttore, Howard Tennent, vuole che si mescoli alla popolazione detenuta, e qui sta il paradosso più amaro: a garantirgli l'incolumità è Darryl Christie, il trafficante che ha raccolto l'eredità criminale di Cafferty e che lo prende sotto la sua ala. Intorno a lui ci sono uomini che ha fatto arrestare con le sue mani.
La morte di Cafferty pesa su tutto il libro anche in un altro senso. Con il vecchio boss scomparso, la malavita di Edimburgo cerca un nuovo equilibrio e le gerarchie si muovono, dentro e fuori le mura. Rebus osserva questo riassetto da una posizione inedita, quella di chi non può più intervenire e può solo ascoltare.
2. L'omicidio nella cella chiusa
Poi, una notte, Jackie Simpson viene trovato morto. È un detenuto della stessa sezione di Rebus, un piccolo scassinatore finito dentro per un'effrazione in un centro estetico che apparteneva all'uomo di fiducia di un trafficante di esseri umani di Liverpool. Lo hanno ucciso nella sua cella, chiusa, mentre il compagno giaceva stordito da sostanze che nessuno sa spiegare come gli siano entrate in corpo. L'arma non si trova, e questo dettaglio basta a far cadere i primi sospetti sulle guardie, le uniche in grado di farla sparire oltre i cancelli.
A indagare arriva Christine Esson, che Rebus conosce dagli anni in servizio, affiancata dal giovane Jason Mulgrew. Per il detenuto l'omicidio è insieme una minaccia e un'occasione: da un lato lo espone, perché anche lui finisce tra i possibili sospettati; dall'altro gli restituisce l'unica cosa che sa fare davvero, cioè fare domande. Le fa con cautela, girando per il braccio senza provocare nessuno, consapevole che in quel luogo quasi tutto si può comprare e che una parola di troppo può costargli cara.
Rankin trasforma così il classico enigma della stanza chiusa in un ritratto della vita carceraria, fatta di piccola corruzione e di equilibri fragili tra detenuti e personale. È anche grazie a un telefono procurato da Christie che Rebus riesce a restare in contatto con il mondo esterno, e in particolare con chi, fuori, sta seguendo un'altra pista.
3. Il delitto fuori dalle mura
Quella persona è Siobhan Clarke, l'ex collega che per anni è stata la sua allieva e che ora guida le indagini da un nuovo commissariato, con una nuova squadra di agenti più giovani di cui è diventata a sua volta la guida. Il caso che le è stato affidato è la scomparsa di una quattordicenne, e la ricerca la porta dentro un mondo fatto di pornografia online, finte celebrità della rete e sfruttamento di ragazze giovanissime.
Le due inchieste sembrano viaggiare su binari separati finché un secondo omicidio, avvenuto fuori dal carcere, non le fa incontrare: la vittima è un ex calciatore, e la sua morte mostra che le reti criminali dietro la scomparsa della ragazza e quelle che si muovono attorno all'uccisione di Simpson sono intrecciate. Nella partita rientra anche Malcolm Fox, l'ispettore capo che i lettori ricordano dai romanzi sugli affari interni, con un ruolo destinato a sorprendere.
In questa parte del libro trova spazio anche il lato più privato di Rebus. La figlia Samantha va a trovarlo, mentre lui rifiuta che la nipote Carrie lo veda in prigione. È ancora Clarke a farsi carico della famiglia del vecchio amico e del suo cane, Brillo, al quale la bambina finisce per affezionarsi.
C'è qualcosa di profondamente coerente nel destino che Rankin ha scelto per il suo personaggio. Rebus ha sempre camminato sul confine tra legge e illegalità, convinto che il fine giustificasse molte scorciatoie, e il carcere è il luogo in cui quella convinzione viene messa davanti alle sue conseguenze. Il romanzo parla di invecchiamento e di mortalità, di responsabilità per gli errori commessi, di una zona grigia in cui le istituzioni chiamate a custodire l'ordine non appaiono molto più pulite di chi è rinchiuso.
Eppure Rebus non è un uomo finito. Ammaccato, rallentato, privato di tutto ciò che lo definiva, conserva l'istinto dell'investigatore e la capacità di leggere le persone. Per chi segue la serie da anni, Mezzanotte e il blu è la prova che Rankin sa ancora sorprendere con un personaggio che sembrava aver detto tutto, in un'Edimburgo che continua a nascondere i suoi segreti dietro porte chiuse.