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Jojo Moyes: i 5 segreti di famiglia del suo ultimo romanzo che sconvolgono la vita di una donna tradita

Mario Macaluso 22.10.2026 6 min di lettura
Jojo Moyes: i 5 segreti di famiglia del suo ultimo romanzo che sconvolgono la vita di una donna tradita
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C'è un'ironia crudele nel punto di partenza di Abitiamo tutti qui, il romanzo con cui Jojo Moyes è tornata in libreria, pubblicato in Italia da Mondadori nel 2025. La protagonista, Lila Kennedy, ha scritto un bestseller su come tenere in vita un matrimonio. Poco dopo ha scoperto che il marito la tradiva. Oggi è divorziata, ha quarantadue anni, due figlie da crescere e una carriera di scrittrice che sembrava avviata e che invece sta precipitando.

L'autrice di Io prima di te, che con la saga di Louisa Clark ha conquistato milioni di lettori, sceglie questa volta un registro più domestico e insieme più corale. Il titolo originale, We All Live Here, uscito in Gran Bretagna da Penguin nel febbraio 2025, dice già tutto: al centro non c'è una storia d'amore nel senso classico, ma una casa vittoriana di Londra che cade a pezzi e le persone che, per ragioni diverse, finiscono per viverci insieme.

Dentro quelle mura si nascondono cinque nodi familiari, cinque questioni rimaste in sospeso che esplodono tutte nello stesso momento e costringono Lila a fare i conti con ciò che pensava di aver sistemato da tempo. Ecco quali sono.

1. Il tradimento che smentisce un manuale di successo

Il primo segreto è quello che fa più male, perché riguarda l'immagine pubblica di Lila. Il suo libro sul matrimonio ha avuto un successo inatteso e l'ha resa, agli occhi dei lettori, una specie di esperta della vita di coppia. La realtà racconta altro: il marito l'ha tradita e ora ha cominciato una nuova famiglia con un'altra donna, che aspetta un bambino e che Lila incrocia ogni giorno davanti alla scuola delle figlie. Quel gelo silenzioso all'uscita delle lezioni diventa il simbolo di una sconfitta che non si può nascondere. Intanto l'editore attende un nuovo libro, ma la scadenza si avvicina e le pagine non arrivano. Moyes costruisce su questo contrasto, tra la donna che dava consigli e quella che non riesce più a scrivere una riga, buona parte dell'umorismo amaro del romanzo.

2. Il padre tornato da Hollywood

Il secondo nodo bussa letteralmente alla porta. Si chiama Gene ed è il padre biologico di Lila, l'uomo che aveva lasciato la madre per inseguire il sogno della recitazione negli Stati Uniti. A Hollywood è diventato un volto noto della televisione, ma la fortuna lo ha abbandonato e adesso ha bisogno di un posto dove stare. Lila lo ha visto pochissimo nella sua vita e non si fida neppure per un istante del suo fascino. Eppure Gene si sistema in casa, con tutta la sua esuberanza, e da quel momento l'equilibrio già fragile della famiglia salta. Il ritorno di un padre assente è un tema che la narrativa ha affrontato spesso, ma qui l'autrice lo tratta senza retorica, lasciando che sia la convivenza forzata a mettere in luce i conti in sospeso.

3. Il patrigno e il lutto per la madre

Il terzo segreto riguarda Bill, il patrigno di Lila. Dopo la morte della madre, Francesca, si è trasferito da lei in punta di piedi e non se n'è più andato. È un uomo gentile e all'antica, un po' pesante nelle sue fissazioni: in cucina comanda lui e propone pasti salutisti a base di verdure che nessuno conosce. Ha anche ingaggiato un giardiniere per creare nel cortile un giardino in onore della moglie scomparsa. Dietro queste abitudini c'è un dolore che nessuno nomina apertamente. L'arrivo di Gene, l'uomo che Francesca aveva amato prima di lui, mette i due padri l'uno di fronte all'altro, e fra i due non corre buon sangue. Proprio questa rivalità, però, finirà per far emergere un lato inatteso di Bill, che a poco a poco comincia ad allentare le sue rigidità.

4. Due figlie che non si lasciano governare

Il quarto nodo ha il volto di Celie e Violet. La maggiore attraversa una crisi adolescenziale che la porta a smettere di andare a scuola, un problema che Lila non sa come affrontare mentre tutto il resto le crolla addosso. La minore ha nove anni, conosce fin troppe parolacce e canta a squarciagola canzoni rap dai testi poco adatti alla sua età. A completare il quadro c'è Truant, il cane di famiglia, che abbaia di continuo e ogni tanto morde. Sono loro, paradossalmente, le prime a lasciarsi conquistare dalla voglia di vivere del nonno ritrovato. Moyes racconta questa famiglia sgangherata con empatia e ironia, e il lettore ci si specchia facilmente: nessuno è perfetto, tutti sono un po' fuori posto, eppure il legame resiste.

5. Una seconda possibilità per il cuore

L'ultimo segreto è quello che Lila custodisce perfino con se stessa: il bisogno di ricominciare. Nel mezzo del caos, tra un'auto sportiva comprata d'impulso, una scadenza editoriale mancata e una casa sovraffollata, la protagonista torna a frequentare qualcuno. La sua vita sentimentale sembra avere una nuova occasione, proprio quando credeva di non avere più spazio per nulla. È qui che il romanzo rivela la sua natura più profonda, quella di una storia d'amore e di nuovi inizi, in cui il perdono, gli errori e la capacità di andare avanti pesano quanto i sentimenti. La domanda che accompagna il lettore fino all'ultima pagina è semplice e insieme decisiva: tutte queste novità finiranno per spezzare la famiglia o per salvarla?

Con Abitiamo tutti qui Jojo Moyes sembra voler dire che la famiglia non è un luogo dato una volta per tutte, ma qualcosa che si ridefinisce ogni volta che qualcuno entra o esce dalla porta. Ferisce e sostiene allo stesso tempo, e spesso le due cose accadono nella stessa stanza. Chi ha amato la scrittrice per le lacrime di Io prima di te troverà qui un tono più leggero, fatto di battute, litigi a tavola e piccole tregue, senza che venga meno la capacità di toccare corde intime come il lutto, l'abbandono e la paura di non bastare. È un romanzo che non promette soluzioni facili, ma restituisce l'immagine di una donna tradita che, circondata da persone ingombranti e imperfette, scopre di non essere poi così sola come credeva.

Mario Macaluso Il Blog di Mario
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