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La nascita della propaganda: come si diffondevano le notizie false prima della stampa

Mario Macaluso 02.10.2026 2 min di lettura
La nascita della propaganda: come si diffondevano le notizie false prima della stampa
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Le fake news non sono nate con Facebook. Molto prima della stampa, le società umane conoscevano voci, accuse false, propaganda politica e racconti costruiti per orientare paura e consenso.

La differenza non era l'esistenza della manipolazione, ma la velocità e i mezzi con cui circolava.

La voce come mezzo di comunicazione

In società con bassi livelli di alfabetizzazione, la parola orale aveva una forza enorme.

Mercati, piazze, locande, cerimonie e luoghi religiosi erano spazi nei quali informazioni e voci potevano diffondersi rapidamente.

Il potere dei proclami

Governanti e autorità comunicavano attraverso banditori, decreti letti pubblicamente e immagini simboliche.

Controllare il messaggio significava anche controllare chi aveva il diritto di parlare con autorità.

La propaganda visiva

Monete, monumenti, affreschi e cerimonie pubbliche non erano decorazioni neutrali. Mostravano sovrani vittoriosi, genealogie, simboli religiosi e rappresentazioni del nemico.

Una popolazione non aveva bisogno di leggere un trattato politico per ricevere un messaggio.

La voce falsa viaggiava più lentamente, ma non poco

Mercanti, pellegrini, eserciti e viaggiatori collegavano città lontane. Una notizia poteva attraversare territori seguendo queste reti umane.

Durante guerre ed epidemie, voci infondate potevano alimentare persecuzioni e paure collettive.

Cosa sappiamo davvero

È anacronistico chiamare ogni propaganda antica “fake news”. Il termine appartiene al nostro ecosistema mediatico.

Ma il comportamento sottostante — manipolare informazioni per orientare percezioni e decisioni — è molto più antico della stampa.

La tecnologia cambia, il problema resta

Internet non ha inventato la menzogna pubblica. Ha ridotto drasticamente il costo e il tempo necessari per distribuirla.

Per questo conoscere la storia della propaganda è utile: ci ricorda che il problema non è soltanto lo strumento. È la nostra disponibilità a credere, condividere e usare informazioni che confermano ciò che desideriamo già pensare.

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