Paola Barbato: i 3 pericoli delle passioni impossibili nel romanzo Darklove
Quando si pronuncia il nome di Paola Barbato, i lettori italiani pensano subito al buio. Sceneggiatrice storica di Dylan Dog per la Sergio Bonelli Editore e autrice di thriller che hanno fatto scuola, la scrittrice milanese ha costruito in vent'anni un'opera interamente dedicata a ciò che di più oscuro si nasconde nelle relazioni umane. Il titolo Darklove, un amore oscuro già nel nome, si inserisce in questo percorso e porta in primo piano un tema che attraversa tutta la sua narrativa: le passioni impossibili, quelle che non dovrebbero esistere e che proprio per questo diventano pericolose. Nei romanzi di Barbato l'amore non è mai un rifugio sicuro. È una forza che lega, che espone, che rende vulnerabili, e che talvolta spinge i personaggi oltre il limite di ciò che credevano di poter sopportare. Leggere Darklove alla luce del resto della sua opera significa riconoscere tre pericoli ricorrenti, che l'autrice esplora con la precisione di chi conosce a fondo i meccanismi della paura.
Il primo pericolo: amare ciò che ci distrugge
Il primo pericolo delle passioni impossibili è la loro natura ambigua. Nei libri di Barbato l'amore si confonde spesso con la dipendenza, con il controllo, con la paura di perdere qualcuno o qualcosa. È un sentimento che non salva, ma che trattiene. Questo sguardo accompagna la scrittrice fin dagli esordi nel thriller con Bilico, il romanzo che l'ha fatta conoscere al grande pubblico, e da allora non ha mai smesso di interrogare il confine sottile tra attrazione e minaccia. La sua scrittura funziona perché non giudica i personaggi: li accompagna dentro il desiderio di qualcosa che sanno essere sbagliato, e lascia al lettore il disagio di comprenderli. Il fascino dell'amore oscuro sta proprio in questo: nella consapevolezza che ciò che ci attira potrebbe essere ciò che ci annienta. Barbato non offre scorciatoie morali e non costruisce eroi senza macchia. Preferisce mettere in scena persone comuni che scoprono dentro di sé una zona d'ombra, e che devono decidere se attraversarla o fuggire. È in quella scelta, sempre difficile, che si gioca la tensione delle sue storie.
Il secondo pericolo: proteggere chi si ama a ogni costo
Il secondo pericolo è più sottile, perché nasce da un sentimento nobile. Molti personaggi di Barbato sono spinti dall'amore a difendere qualcuno, e proprio questa spinta li trascina in territori oscuri. Lo dimostra Cuore capovolto, il romanzo uscito nel 2025 con Neri Pozza, in cui Alberto Danini, agente esperto di informatica del Servizio centrale operativo, si finge un adolescente fragile in rete per smascherare i predatori. Quando si occupa del caso di Leonardo, un ragazzino di tredici anni, l'indagine lo porta verso un'app dall'aspetto innocuo e verso un nemico diverso da quello che si aspettava. Alberto si espone sempre di più, mosso dalla paura di non riuscire a proteggere ciò che ama e dal timore di diventare simile a chi combatte. È lo stesso nodo che rende pericolose le passioni impossibili: quando l'amore si trasforma in missione, il confine tra il bene e il male diventa fragile. Proteggere qualcuno può significare perdere sé stessi, e Barbato racconta questo rischio con una lucidità che non lascia indifferenti.
Il terzo pericolo: il buio che si porta dentro
Il terzo pericolo riguarda il passato. Nella narrativa di Barbato nessun personaggio arriva alla storia senza un carico di ferite, e sono quelle ferite a rendere certi amori impossibili. Un'infanzia difficile, una perdita, un trauma mai elaborato: sono questi gli elementi che trasformano il desiderio in qualcosa di oscuro. La sua narrativa guarda con insistenza al male che si annida nella normalità, nelle case qualunque, nelle famiglie apparentemente serene, dove nessuno si aspetterebbe di trovarlo. È lì che nascono i suoi personaggi più memorabili, uomini e donne che cercano nell'altro una riparazione e trovano invece un riflesso del proprio dolore. In questo senso l'amore oscuro non è soltanto un sentimento proibito, ma uno specchio che restituisce ciò che si è cercato di dimenticare. È forse il pericolo più grande, perché non viene da fuori: abita dentro chi ama, e si risveglia proprio quando ci si sente finalmente al sicuro.
La forza di Paola Barbato sta nella capacità di tenere insieme suspense e introspezione. I suoi libri si leggono con il fiato sospeso, ma lasciano anche domande che vanno oltre la trama. È una scrittrice che ha saputo muoversi con naturalezza tra linguaggi diversi: il fumetto, con le storie scritte per l'Indagatore dell'incubo, la televisione, i thriller per adulti e i romanzi per ragazzi pubblicati con Piemme, come la serie di Villa Ombrosa con protagonista Vinny. In ogni ambito ha portato la stessa attenzione per le emozioni estreme e per le zone grigie dell'animo umano. Questa versatilità le ha permesso di costruire un pubblico ampio e trasversale, che riconosce nella sua firma una garanzia di tensione e di profondità. Non stupisce, allora, che il tema dell'amore impossibile trovi in lei un'interprete naturale: per chi ha passato una carriera a raccontare gli incubi, l'amore è forse l'incubo più dolce e più insidioso di tutti.
Darklove, già dal titolo, promette di portare il lettore in quella terra di confine in cui il sentimento e la paura si confondono. I tre pericoli che attraversano l'opera di Barbato, cioè amare ciò che ci distrugge, proteggere chi si ama a ogni costo e fare i conti con il buio che si porta dentro, offrono una chiave per entrare in questo territorio con consapevolezza. Non si tratta di cercare una morale o una via d'uscita rassicurante, ma di accettare di guardare da vicino ciò che di solito si preferisce ignorare. È questa, in fondo, la promessa di ogni libro di Paola Barbato: non rassicurare, ma accompagnare il lettore fin dove la luce non arriva, e lasciarlo lì, a fare i conti con le proprie emozioni. Per chi ama le storie in cui l'amore non è mai soltanto romantico, ma sempre anche un rischio, si tratta di un appuntamento da non perdere.