Piergiorgio Pulixi e Il fattore gatto: noir sardo tra misteri e felini
Ci sono scrittori che si portano dietro un'etichetta come un cappotto troppo stretto. Per anni Piergiorgio Pulixi è stato, per tutti, una delle voci del noir mediterraneo: cagliaritano, classe 1982, allievo di Massimo Carlotto, cresciuto nel collettivo Sabot con cui esordì nel 2008 con Perdas de Fogu. Poi, senza rinnegare nulla, ha aperto una porta laterale e ci ha fatto entrare due gatti neri. Con Il fattore gatto, uscito per Marsilio il 15 settembre 2026, quella porta laterale è diventata un ingresso principale, e vale la pena chiedersi che cosa ci sia dietro.
Dal noir dell'isola al giallo dei gatti neri
Chi conosce Pulixi lo ha incontrato prima di tutto nelle pagine più cupe. C'è la serie del commissario Vito Strega, avviata con Il canto degli innocenti per le Edizioni E/O nel 2015, un poliziotto che indaga sul male con una sensibilità quasi da sciamano. Ci sono soprattutto le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, nate con L'isola delle anime per Rizzoli nel 2019: una sarda ruvida e un'inquieta milanese trapiantata, dentro una Sardegna arcaica, lontanissima dalle cartoline, fatta di altopiani, silenzi e riti antichi. È lì che lo scrittore ha costruito la sua reputazione, con un noir che usa il paesaggio come una forza morale, non come uno sfondo.
Nel 2023, sempre con Marsilio, arriva La libreria dei gatti neri, e il registro cambia. Il protagonista è Marzio Montecristo, libraio di Cagliari, burbero, intrattabile, coltissimo, titolare di una piccola libreria indipendente che si chiama Les Chats Noirs. Accanto a lui, due gatti neri dai nomi che sono già una dichiarazione di poetica, Miss Marple e Poirot, e un gruppo di lettori appassionati di gialli che si ritrovano in negozio e che nel tempo diventano gli investigatori del martedì. È un cozy crime, come si dice oggi, un giallo d'atmosfera e di deduzione che ha trovato il suo pubblico anche grazie al passaparola dei social dedicati ai libri. Nel 2025 il ciclo è proseguito con Se i gatti potessero parlare, ambientato su una nave da crociera lungo le coste sarde, con uno scrittore trovato morto nella biblioteca di bordo. Il fattore gatto è il nuovo capitolo di questa saga.
Per essere onesti con il lettore, conviene dire subito una cosa: chi cerca qui il noir di Pulixi nel senso più stretto, quello delle ferite che non si rimarginano, troverà altro. La Sardegna c'è, il mistero c'è, il delitto pure, ma la chiave è quella del giallo classico, dell'enigma a incastro, con un'ironia che nella serie di Rais e Croce non avrebbe spazio. Il noir resta però come una corrente sotterranea, nello sguardo disincantato sui ricchi e sulle loro maschere.
Un matrimonio a Serpentara
L'innesco è da commedia. Valérie de Gramont, in procinto di sposare l'inglese Thomas Stuart, si presenta alla libreria con una richiesta stravagante: acquistare tutti i libri del negozio e trasferirli sul luogo delle nozze. E il luogo delle nozze è Serpentara, isolotto selvaggio al largo della Sardegna meridionale, trasformato per l'occasione in un villaggio di lusso, con residence, ristorante e perfino una riproduzione a grandezza naturale di Les Chats Noirs. Marzio, che detesta i matrimoni quasi quanto detesta la gente, si ritrova così a sbarcare sull'isola con Marple e Poirot e con i suoi investigatori del martedì al seguito.
Il paradiso dura poco. Un omicidio brutale spezza la cerimonia e l'isola diventa una trappola. Le due famiglie degli sposi sono dinastie ricchissime, legate da interessi economici, eredità, rivalità mai sopite; ognuno ha qualcosa da nascondere, e il movente può essere un segreto di famiglia, un ricatto, una vendetta, oppure la più corrosiva delle passioni, l'invidia per un amore esibito come un trofeo. Il riferimento dichiarato è Dieci piccoli indiani: uno spazio chiuso, un gruppo ristretto, nessuna via di fuga, il sospetto che passa di volto in volto. Più che un giallo della camera chiusa, un giallo dell'isola chiusa.
Il volume è corposo, oltre cinquecento pagine nell'edizione cartacea, e la mole non è casuale. Il genere del delitto in ambiente isolato vive di personaggi, di alibi incrociati, di piccoli dettagli seminati presto e raccolti tardi, e Pulixi si prende tutto lo spazio necessario per costruire la sua galleria di sospettati, giocando lealmente con il lettore come vuole la tradizione. Chi ama il genere riconoscerà i meccanismi, e proprio per questo si divertirà a cercare la crepa prima che la trovi Marzio, sapendo che l'autore conosce bene quei trucchi e sa come rovesciarli.
Che cosa insegna un gatto
Il titolo, a ben vedere, è la chiave dell'intera operazione. I due gatti neri non risolvono il caso, non parlano, non sono detective travestiti da animali domestici, ed è proprio questa la loro forza. Osservano gli umani dall'alto, con quel distacco che chiunque abbia vissuto con un gatto conosce bene, e il loro sguardo diventa una lente morale. Il fattore gatto è una disposizione d'animo: la capacità di guardare senza farsi incantare, di non prendere sul serio le apparenze, di aspettare che le cose si rivelino da sole. È esattamente ciò che serve a Marzio per smontare un mondo fondato sulla rappresentazione, quella dell'alta borghesia che mette in scena la propria perfezione e non sopporta di vederla incrinata.
Mi piace pensare che in questa scelta ci sia anche un omaggio al lettore. Gli investigatori del martedì non sono poliziotti, sono persone che hanno letto molti gialli e che credono, con un entusiasmo un po' ingenuo e molto contagioso, che la letteratura possa insegnare a ragionare. È la stessa fiducia che sta alla base di una libreria indipendente, e non è un caso che Pulixi abbia scelto proprio una libreria come centro di gravità della serie: un luogo dove le storie si scambiano, si discutono, si consigliano, e dove un libraio scorbutico può diventare, suo malgrado, il punto di riferimento di una piccola comunità.
Resta il paesaggio, che in Pulixi non è mai neutro. Serpentara, con la sua bellezza aspra e la sua distanza dalla costa, è al tempo stesso il sogno di lusso degli sposi e la prigione dei sospettati. In questa ambivalenza c'è la Sardegna dello scrittore, un'isola che seduce e trattiene, che si offre ai visitatori e custodisce i propri segreti. Il noir, in fondo, non se n'è mai andato: ha solo imparato a camminare in punta di zampe.