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«Siamo ciò che facciamo ripetutamente»: Will Durant e il problema delle abitudini che finiscono per decidere la nostra vita

Mario Macaluso 10.10.2026 2 min di lettura
«Siamo ciò che facciamo ripetutamente»: Will Durant e il problema delle abitudini che finiscono per decidere la nostra vita
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«Siamo ciò che facciamo ripetutamente». La frase viene quasi sempre presentata come una citazione di Aristotele. La formulazione moderna, invece, è di Will Durant, che nel 1926 sintetizzò il pensiero aristotelico sulle virtù e sull’abitudine.

La correzione filologica non indebolisce l’idea. Anzi, la rende più interessante: molto di ciò che chiamiamo carattere non nasce da un singolo gesto eroico, ma da comportamenti ripetuti abbastanza a lungo da diventare familiari.

Una frase moderna che riassume un’idea antica

Aristotele sostiene che le virtù si formano attraverso l’esercizio. Diventiamo giusti compiendo azioni giuste, coraggiosi esercitando il coraggio. Durant traduce questa struttura in una formula memorabile.

È un buon esempio di come una parafrasi possa diventare più famosa dell’originale. Sapere chi l’ha scritta ci permette di usarla senza perpetuare un’attribuzione sbagliata.

Le abitudini decidono quando la motivazione manca

La motivazione è instabile. Possiamo svegliarci pieni di energia e il giorno dopo non avere voglia di nulla. Le abitudini riducono il numero di decisioni necessarie: quando un comportamento è inserito in una routine, dipende meno dall’entusiasmo del momento.

Questo vale per leggere, camminare, studiare, risparmiare, telefonare a qualcuno, ma anche per abitudini che ci danneggiano. La ripetizione costruisce sentieri facili da percorrere.

Guarda il video: come funzionano le abitudini

Piccoli gesti possono avere conseguenze grandi

Una singola giornata raramente cambia una vita. Ma ciò che facciamo quasi ogni giorno accumula effetti. Dieci minuti sembrano insignificanti finché non li moltiplichiamo per mesi e anni.

Il lato liberante è che non sempre serve una rivoluzione. Modificare un comportamento piccolo ma frequente può essere più realistico di promettersi una trasformazione totale.

Non siamo prigionieri delle nostre abitudini

Dire che siamo ciò che facciamo ripetutamente non significa che siamo condannati a ripeterlo per sempre. Le abitudini sono apprese e possono essere modificate, anche se non sempre rapidamente.

Il punto è smettere di considerare il carattere come un oggetto immobile. Ogni ripetizione è un piccolo voto per il tipo di persona che stiamo diventando. E proprio per questo vale la pena scegliere con cura quali gesti rendere facili.

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