La vita dopo il tramonto prima delle lampadine: dall'olio di balena al gas di città
Prima della luce elettrica la notte aveva un peso che oggi facciamo fatica a immaginare. Accendere una stanza richiedeva combustibile, manutenzione e denaro. Fuori casa, molte strade restavano buie o illuminate in modo intermittente.
La storia della luce artificiale è quindi anche la storia dell'estensione della giornata umana.
Candele e oli
Per secoli si utilizzarono candele e lampade alimentate da sostanze diverse: oli vegetali, grassi animali e, in alcune aree e periodi, olio di balena.
La qualità della luce, il costo e l'odore cambiavano molto in base al combustibile.
La notte domestica
Una famiglia non illuminava necessariamente ogni stanza. La luce veniva concentrata dove serviva, e attività che oggi proseguono senza difficoltà dopo cena erano limitate dalla disponibilità di combustibile.
Leggere, lavorare e cucire di notte significava avvicinarsi alla fonte luminosa.
Le prime città illuminate
Già prima del gas esistevano forme di illuminazione pubblica con lanterne e lampade. Ma l'introduzione del gas tra la fine del Settecento e l'Ottocento cambiò la scala del fenomeno.
Le reti di illuminazione permisero a intere strade di restare illuminate con maggiore continuità.
Il gas cambia la città
Con più luce aumentano attività serali, sicurezza percepita, commercio e possibilità di utilizzare lo spazio urbano dopo il tramonto.
Naturalmente il gas portava anche rischi, costi e inquinamento.
Cosa sappiamo davvero
L'olio di balena fu importante in alcune economie, soprattutto tra Settecento e Ottocento, ma non fu il combustibile universale dell'illuminazione preelettrica. Oli vegetali, cera e altri materiali ebbero ruoli fondamentali.
La rivoluzione invisibile della lampadina
Oggi premiamo un interruttore senza pensare al gesto. È proprio questo il segno del successo della tecnologia: la luce artificiale è diventata così normale da farci dimenticare quanto profondamente abbia cambiato il ritmo della vita.