Non è una scelta. È una ritirata. È la politica che alza bandiera bianca dopo aver regalato l’infanzia al tritacarne digitale.
Quando Pedro Sánchez annuncia il divieto dei social ai minori di 16 anni, non vedo coraggio. Vedo paura. Paura di ammettere che lo Stato ha perso il controllo, che la scuola è stata lasciata sola, che la famiglia è stata smontata pezzo per pezzo mentre l’algoritmo cresceva come un dio sporco e affamato.
Il Far West che avete costruito voi
Parlano di “far west digitale”. Ma chi ha venduto le pistole?
Chi ha spalancato le porte alle piattaforme mentre i ragazzi venivano educati a colpi di like, umiliazioni pubbliche, pornografia travestita da intrattenimento, odio impacchettato come opinione?
Ora si svegliano. Ora scoprono il danno. Troppo comodo.
I minori come alibi
Vietare ai ragazzi serve a lavarsi la coscienza.
Gli adulti restano lì, inchiodati allo schermo, analfabeti emotivi con la connessione veloce. Nessun divieto per loro. Nessuna autocritica. Nessuna educazione tardiva.
Si colpiscono i più deboli per non disturbare i colpevoli.
Gli algoritmi non sono neutrali
Qui sta il marcio vero.
Gli algoritmi non mostrano il mondo: lo deformano, lo polarizzano, lo spingono verso l’eccesso perché l’eccesso trattiene, incolla, produce profitto.
Quando Sánchez parla di reati legati alla manipolazione algoritmica, arriva tardi. Il danno culturale è già un cadavere caldo.
Il pianto dei profeti del mercato
E poi c’è lui, Elon Musk, che urla al tiranno.
Curioso: chi vive vendendo attenzione altrui si sente sempre perseguitato quando qualcuno prova a spegnere la luce.
Non difende la libertà. Difende il modello di business. Difende il diritto di estrarre valore dalle fragilità umane.
Europa: sveglia tardiva
Australia, Francia, Spagna. Tutti corrono ora.
Ma nessuno dice la verità fino in fondo: abbiamo delegato l’educazione agli schermi. Abbiamo scambiato la presenza con il controllo parentale, il dialogo con il filtro automatico.
La domanda che brucia
Vietare i social ai minori non è una soluzione. È un sintomo.
La vera domanda è un’altra, più scomoda, più violenta:
quando li sbloccheremo, chi avrà insegnato loro a stare al mondo senza essere divorati?



