Nel segno della Risurrezione, che non è solo memoria di un evento lontano, ma possibilità concreta di rinascita, di ripartenza, di cambiamento vero. Non è un augurio formale, è un invito profondo: a rialzarsi, a ritrovare senso, a riscoprire ciò che conta davvero.
Che Cefalù possa davvero risorgere come merita. Non solo nelle parole, ma nelle scelte. Non solo nei desideri, ma nei progetti. Non solo nell’immagine, ma nell’anima.
Risorgere significa avere il coraggio di guardarsi dentro, di custodire la propria storia e, allo stesso tempo, di aprirsi al futuro con responsabilità e visione. Significa rimettere al centro la comunità, le relazioni, la bellezza autentica che questa terra custodisce da secoli.
A chi è qui, a chi è lontano ma porta Cefalù nel cuore, a chi oggi si sente solo: questa Pasqua sia un tempo nuovo. Un tempo in cui ricominciare, anche piano, ma insieme.
Buona Pasqua. Davvero.